#2 - Bella come un bignè


Tre settimane fa vivevo una vita meravigliosa. Abitavo in un piccolo ma lussuoso appartamento nel centro di Milano, lavoravo in un open space vicino a piazza Breda e progettavo un matrimonio da sogno con un uomo fantastico.
Poi l’ho trovato a letto con un’altra.
Da quel momento tutto il genere umano ha iniziato a starmi sulle palle. E sono diventata internamente scurrile. Nel senso che non dico parolacce, mai, ma le penso, sempre.
Mi dirigo verso l’angolo cucina di questo miserabile monolocale che sto occupando. Magari un caffè mi può aiutare a cominciare bene la giornata.
Avrei bisogno di qualcosa di più forte, ma l’ultima volta che ho toccato un goccio di alcol mi sono ritrovata in questo buco: per fare la doccia devo chiudere la porta del bagno altrimenti il getto dell’acqua va direttamente nell’altra stanza, tanto per intenderci.
Comunque, dicevo, dopo aver trovato quel viscido esemplare maschile a letto con una donna che non era ovviamente la sottoscritta, ho pensato che distrarre la mia attenzione dall’accaduto potesse essere una buona idea.
No, non mi sono chiusa in casa con una confezione gigante di gelato al cioccolato, come sarebbe stato saggio, ma mi sono buttata sull’alcol. Ho fatto il giro dei locali più alla moda di Milano, in ogni posto ho trovato qualcuno che mi offrisse da bere. La storia del tradimento in diretta è servita almeno  a riscuotere un po’ di compassione. Così mi sono ubriacata.
Mi ricordo solo che il pomeriggio del giorno dopo, quando sono riuscita ad emergere dal torpore e a recarmi in ufficio, ho trovato nella mia casella di posta una email del grande capo che mi ringraziava per essermi volontariamente offerta di seguire il progetto di acquisizione “Zia Vincenza”.
Scusate, bussano alla porta: deve essere Zia Vincenza.
«Un caffè per la mia Bella»
Ma santi numi, non posso neanche commiserarmi in santa pace?
Lui ovviamente è davanti a me con un sorriso smagliante e due occhi cerulei da far invidia ad un cherubino.
Grugnisco un grazie mentre afferro il vassoio con tazzina fumante e croissant allegato e gli sbatto la porta in faccia.
Mi appoggio allo stipite mentre lo sento mugugnare qualcosa riguardo alla scortesia di noi gente del nord.
Addento il cornetto: questo, devo ammetterlo, è meraviglioso.

Commenti